«Te la do io la Russia», una giornata speciale per Ferrara
La Nuova Ferrara del 22/10/2007 ed. Nazionale p. 9
I retroscena, tra il serio ed il faceto, della visita del presidente della Repubblica
IL TEMPO E' TIRANNO. Soddisfatti della cerimonia, il prefetto Cesare Ferri e altre autorità ferraresi hanno azzardato di chiedere al presidente Giorgio Napolitano di tornare in città, magari per l'inaugurazione del polo ospedaliero di Cona. Ma dal rigido cerimoniale del Quirinale hanno già fatto sapere che è quasi impossibile, visto che la scandenza del mandato presidenziale è nel 2013.
IN VINO VERITAS. Dopo il cambio del risotto a favore dei cappellacci, è mutata all'ultimo momento anche la lista dei vini nel pranzo in prefettura preparato con cura dallo staff di "Quel fantastico giovedì". Napolitano ha voluto un bel brunello di marca Levi Montalcini, bevendolo alla salute di Storace.
007, BERSAGLIO MOBILE. Sono stati avvistati in questi giorni alcuni cecchini del Quirinale appostati sulle torri del castello per ragioni di sicurezza. Finalmente, deve aver sospirato il presidente Pier Giorgio Dall'Acqua, c'è qualcuno che chiude un occhio sull'operato dell'amministrazione provinciale.
ELEMENTARE WATSON. Credendo di trovare temperature miti nella trasferta ferrarese, Piotrovski non ha partato in valigia il tradizionale colbacco russo. Ma il tempo rigido di sabato ha costretto il direttore dell'Ermitage di san Pietroburgo a correre ai ripari, con un berretto alla Sherlock Holmes che sembrava uscito dall'armadio di Pasquino Ferrioli.
CAPITAN FINDUS. E a proposito di clima rigido, l'autista dell'ambasciatore russo sabato mattina lucidava la vettura del corpo diplomatico in canottiera con la colonnina a +3°. «Ma quale freddo - rispondeva con un accento alla Ivan Drago in "Rocky IV" a chi si meravigliava della sua mise tropicale - voi non conoscere inverno di mia Russia». Della serie "Ti spiezzo in due".
IL MUSEO PROIBITO. Dopo la visita ai Diamanti il sindaco Sateriale ha preso sottobraccio il presidente Napolitano per accompagnarlo a piedi in prefettura. Ha scelto accuratamente il lato opposto a quello dove si affaccia l'ingresso del museo Antonioni. Previo accordo con le robuste guardie del corpo, chi segnalava al capo dello Stato la chiusura del museo dedicato all'amico regista, veniva automaticamente scaraventato al di là delle nuvole.
PANTOFOLA ETERNA. Alfredo Santini, presidente Carife, ha ricordato al presidente Napolitano i bei tempi del dopoguerra, quando duellavano a colpi di comizi, in stile guareschiano. Pare che i due si siano conosciuti per la prima volta in Vaticano, quando si chiamava ancora Stato Pontificio. Highlander.
QUARTO POTERE. Ma quale Al Qaeda, la vera minaccia terroristica per l'incolumità del presidente Napolitano sono i giornalisti, con armi chimiche del calibro di penne, microfoni, flash e telecamere. Per la prossima visita oltre ai collaudati recinti in cui rinchiuderli, verranno distribuite ai cronisti anche le classiche tute arancioni modello Guantanamo. Amnesty, fai qualcosa.
MAISON ARMANI. La visita del presidente della Repubblica ha trasformato gli assessori in impeccabili indossatori. Mai visto tanto sfoggio di eleganza. Sembrava una sfilata d'alta moda. La palma dei più glam va senz'altro a Sergio Golinelli (Provincia) e a Massimo Maisto (Comune). Sì, proprio loro che in alcune conferenze venivano scambiati per rappresentanti del popolo saharawi, per l'occasione devono essere andati dal sarto del cavalier Paolo Bruni o del redivivo Luca Felletti. (g.p.z.)
1 commento:
...mi permetto di aggiungere la città bloccata..corso giovecca completamente vuota...addirittura hanno spostato i cassonetti!!!
...e quel poveretto beccato il venerdì mattina all'alba con pennello in mano a coprire la scritta "....ti amo"...solo perchè per sua sfortuna abitava in una delle zone in cui doveva passare il Presidente...Domanda, visto che la scritta non l'ha fatta lui e nemmeno l'ha voluta, perchè ha dovuto pure cancellarsela!!??!
MAH!!!!!
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