In vacanza con pochi soldi Trionfano le città d'arte
Il Resto del Carlino del 21/10/2007 ed. NAZIONALE p. 19
Mar Rosso addio, il mordi-e-fuggi si fa a Ravenna
di LETIZIA MAGNANI
- BOLOGNA -
E' IL PRODOTTO interno lordo delle aziende a fare il turismo. Ma sono anche altri i fattori che interessano il settore trainante in Italia: per esempio gli andamenti, ed è indiscutibile che le città d'arte stiano andando a gonfie vele.
Sarà perché la gente ha sempre meno soldi e meno tempo, sarà perché i prezzi sono diminuiti negli ultimi anni e i servizi invece aumentati. Le città d'arte attraggono sempre più, in alta e bassa stagione. Sia in Emilia Romagna, sia nelle Marche.
A trainare, per quantità e qualità, è ancora il turismo balneare, con dati veramente soddisfacenti: più 6 per cento sullo scorso anno, spiega l'assessore emiliano-romagnolo al turismo e commercio, Guido Pasi: «Dal 2005 a oggi il turismo si è ripreso con slancio e i dati delle presenze di quest'anno segnano un incremento considerevole in regione. Il balneare è in ottima forma e anche le città d'arte vanno bene».
Il dato classico, quello degli arrivi e delle presenze, è confermato anche dai numeri di un settore particolare, quello delle agenzie viaggio. Stando al recente rapporto di Confindustria Assotravel, infatti, in Emilia e nelle Marche le città segnano risultati da record, con Ravenna e Ferrara che registrano prestazioni sorprendenti. «Naturalmente - spiega Andrea Giannetti, presidente di Assotravel, che riunisce 180 agenzie viaggio in Italia - parliamo di un dato di nicchia, ma importante. Ravenna, ad esempio, per noi è cresciuta di un più 3% nel riempimento delle stanze. Lo stesso vale per Ferrara».
Analogo risultato segna Bologna, che, secondo dati Deloitte (istituto di ricerca fra i più seri), nei primo otto mesi ha un + 0,6%, ma che perde in agosto (-1,9% sul dato del 2006). Volano anche le Marche, dove, come spiega Giannetti «il Conero ci ha dato sempre il tutto esaurito, come stanze. Sulle città d'arte la richiesta alle agenzie arriva, ma spesso mancano le stanze effettive. Macerata, per esempio ha poco più di 400 stanze in tutto, considerando tre e quattro stelle. Poco, per la richiesta».
Chi è soddisfatto è Celso Descrilli, presidente di Federalberghi di Bologna: «Il crescente interesse per le città d'arte, forse dovuto anche alla diminuzione dei prezzi, ci fa pensare che occorra continuare a comunicare al meglio le nostre città. Ad andare bene sono tutti i capoluoghi di provincia. La gente inizia a pensare che fare un paio di giorni in una bella città, magari vicina al mare, ma anche alla collina sia interessante». La permanenza media di questi turisti, per lo più italiani, non è alta, parliamo di 1,8 giorni, ma la tendenza è abbinare il fine settimana alla scoperta della cultura, magari alla vacanza classica.
Nessun commento:
Posta un commento