07 novembre 2007

Il campo dei poveri......

Ierimattina, in Certosa, nel discreto numero di persone che hanno partecipato c'ero anch'io. La messa è stata officiata da Padre Giovanni di Santo Spirito, insieme a Don Bedin e altri 2 sacerdoti. Erano presenti altri parrocchiani di Santo Spirito, insieme all'ex vicesindaco, e amico Tiziano Tagliani.
Io ci sono andato perchè conobbi Romano quando avrà avuto 12-13 anni, quindi quasi 40 anni fa. Era già incasinato... Poi lo rividi varie volte suonare, entrare o uscire dal convento di Santo Spirito perchè era un luogo dove vanno tutti i senza fissa dimora di Ferrara. Padre Giovanni tenendo l'omelia ha raccontato vari episodi della vita di Romano, a cui lui era presente.
Alla fine del rito Don Bedin ha fatto un appello. I senza fissa dimora del comune di Fe, quando muoiono vengono tumulati nel cimitero di Mizzana, in un campo detto campo dei poveri. "Eventualmente capisco che in piazza a Ferrara ci sia una differenziazione tra chi ha e chi non ha,....ma la divisione anche da morto non lo comprendo. Voi presenti fate presente questo problema"

L'attuale vicesindaco del nostro comune, invece pone l'attenzione anche sul colloquio giornaliero con i senza fissa dimora.
Lo propongo in questo nostro Blog.

Gabriele Mantovani


La solidarietà verso i bisognosi Come evitare ghetti e degrado
La Nuova Ferrara del 07/11/2007 ed. Nazionale p. 15


Ieri mattina si sono svolti i funerali di Romano Lisandri, deceduto nel giorni scorsi, in strada, in una notte dalla temperatura piuttosto rigida. Il rito funebre è stato celebrato nel Tempio di S. Cristoforo, quindi nel cimitero di Mizzana è avvenuta la sepoltura.
Un discreto gruppo di persone ha partecipato ieri al funerale di Romano Lisandri, il concittadino senza dimora morto per strada. Romano, in fondo, pur essendo finito ai margini della società, a modo suo si era fatto conoscere.
Ma quanto altri derelitti, anche a Ferrara, vivono e muoiono nell'ombra, senza che nessuno si senta sensibilizzato. Don Domenico, prima di uscire dal tempio di San Cristoforo, ha invitato i presenti a riflettere anche sul regolamento comunale che prevede la sepoltura dei poveri in un area del cimitero di Mizzana, privandoli di riposare nel luogo in cui sono vissuti o deve vi siano familiari o amici. Ci saranno certamente comprensibili motivi economici per la scelta del Comune, ma forse nell'obiettivo di una città più solidale ed accogliente può starci anche una revisione di quelle norme: sarebbe un segnale importante.
Così come sarebbe utile non solo interrogarsi, ma soprattutto trovare risposte, su chi e come debba dare assistenza ai bisognosi. Ci sono molti aiuti pubblici nel sistema complessivo del welfare, nella nostra città i servizi sociali funzionano meglio che altrove, il volontariato fa moltissimo. Eppure manca un pezzo: quello che la generosità di Tiziano Tagliani ha indicato come strada possibile e senza troppi sacrifici, cioè la volontà di ciascuno di vestirsi di tolleranza e di compiere piccoli gesti, senza essere convinti sempre che ci debba pensare qualcun altro. Quanti potrebbero regalare attenzione e qualche ora di compagnia alle persone sole o perse nei sentieri della vita.
Qualcuno potrebbe permettersi anche di ospitare chi non ha casa o di invitare a pranzo persone che normalmente sono in struttura. In alcune città si sta sperimentando il condominio solidale, un modo per distribuire i disagiati dando loro possibilità di riscatto per l'adozione degli altri residenti, un modo per evitare la formazione dei ghetti e dei quartieri degradati. La società aperta e generosa si arricchisce di valori e di culture, favorisce l'integrazione e sicuramente evita e previene il deterioramento urbano. Se togliessimo dai numeri della delinquenza la parte classificata come deriva da necessità, le statistiche sarebbero ridimensionate e alla percezione di maggiore sicurezza si aggiungerebbe l orgoglio di ciascuno di aver fatto la propria parte.
Rita Tagliati vicesindaco di Ferrara

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