da il resto del carlino del 4 giugno 2007
PALIO
S. Spirito esplode di gioia
Alla Granata Svampante i cavalli. Tris di San Luca. Merighi: "Premiato il grande impegno". Unico neo, il calo di pubblico. Putti, putte e somare nel ricco carnet dei rossoverdi
Ferrara, 4 Giugno 2007 - Esplode il mortaretto che segna la fine della corsa. Esplode d’entusiasmo, anzi ‘svampa’ come nelle battaglie degli Estensi, la Granata di Santo Spirito.
E’ dei gialloverdi la gioia più grande del Palio più atteso e più teso, più impegnativo ed alla fine, più sicuro della storia. Il successo di Virginio Zedde sul possente Dostoevshij è la vittoria del Rione ma idealmente di tutta la manifestazione e della città: "Abbiamo fatto, tutti, il nostro mestiere" commenta il fantino senese, 31 anni il prossimo 1° ottobre, prima di essere travolto e issato sulla staccionata per ricevere dal sindaco Gaetano Sateriale (contradaiolo di Santo Spirito ma alieno da ogni partigianeria) il simbolo più bello e più ambito.
Il ‘mestiere’ è quello del fantino. Ma anche quello del cavallo, quotatissimo, che ha vinto mezzo Palio da solo. Lo Zedde partiva in una brutta posizione, subito prima della rincorsa (assegnata dalla sorte a Claudio Bandini detto ‘Batticuore’ di San Paolo).
Una posizione potenzialmente fatale per la vittoria, ed invece il fantino senese è stato bravo a infilarsi proprio dietro Bandini: intanto, alla corda, Ruben Ballestreros di San Benedetto infilava il muso del suo Fujan nel canapo. Ruzzolone del cavallo e del fantino, entrambi illesi: la pista, pesante ed elastica, ha accolto il loro scivolone come un materassino da spiaggia. Proteggendoli, quasi coccolandoli. Intanto in testa lo Zedde si metteva in scia di Bandini e poi, dopo un giro e mezzo, lasciava che Dostoevshij compisse la sua missione speciale.
"Lo sapevo di avere un cavallo superiore — sorride il fantino —, che sulle distanze lunghe non ha pari". Ed in effetti mentre la miccia dell’euforia gialloverde si consumava, metro dopo metro, in attesa del botto finale, gli altri rivali sembravano annaspare. Un’altra corsa, alle spalle di Santo Spirito. Con ‘Batticuore’ a regalare ancora un sogno a San Paolo, tutti gli altri ad annaspare; terzo è giunto Antonio Villella di San Giorgio su Cornelium, quarto Il Pes di San Luca, soltanto ultimo Andrea Mari di Santa Maria in Vado, in groppa a quel Brento che avrebbe dovuto far faville.
Ma quella di ieri è stata anche la giornata storica di San Luca, che ha incasellato ben tre vittorie (putti, putte e asine) sfiorando il ‘poker’ che non è mai riuscito a nessuna Contrada. Ora i rossoverdi sono i terzi — dopo Santa Maria in Vado negli anni ’70 e San Giovanni tra gli anni ’80 e ’90 — a centrare quella che comunque è un’impresa straordinaria, prova di una determinazione che resterà onda d’urto chissà per quanti altri anni ancora.
Ed infine è la festa della gente (anche se le presenze sono state inferiori agli anni scorsi), di chi c’era e di chi si è impegnato tanto. "Abbiamo fatto sforzi imponenti — sorride il presidente dell’Ente Palio Vainer Merighi —, ad essere premiata, più ancora di noi, è Ferrara".
Stefano Lolli
Per onor di cronaca.....alle contrade che hanno vinto 3 palii in una edizione , il poker non è mai riuscito per colpa di un RIONE...
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