Premesso che realizzerò al più presto un filmato modello "Alle falde del kilimangiaro", vi racconto un po' come si è svolto questo viaggio vacanza (perché di questo si è trattato in realtà) nella terra di canguri e koala. Questo breve resoconto ve lo leggete se vi interessa, è solo un modo per me di ricordare le belle e strane cose che ho visto, prima che la memoria cominci a fare cilecca (vista l'età).
Ricordo questo viaggio lunghissimo, con l'Alitalia che è stata in grado di cominciare con una bella mezz'ora di ritardo sulla tratta Bologna-Roma (su un'ora scarsa di viaggio), mentre la Malaysia Airlines, che di ore da fare ne aveva ben 20, a pensato bene di fare tutto in perfetto orario, e condurci prima a Kuala Lumpur e poi a Adelaide con servizio eccellente.
Ricordo Kuala Lumpur, per certi paesaggi e per il traffico incessante (le motorette scureggianti!), che si adatta benissimo all'immaginario filmico dei paesi come il Vietnam o la Cambogia. Mi ricordo il contrasto tra il tempio indù visitato in principio, tra statue colorate di dei sconosciuti, centinaia di scalini e scimmie nane che mangiano noci di cocco, e l'ipertecnologia delle Petronian towers (in cui alberga "Nando's", il simbolo stesso del ristorante globalizzato).

Non dimentico quella sonnolenza inarrestabile che ci ha sorpreso tutti tra una corsa in macchina e l'altra, tra un'attrazione e l'altra, dopo 12 ore micidiali di aereo. Ogni momento era buono per dormire, mentre fuori c'erano 35 gradi all'ombra e l'umidità delle mie terre d'origine (!).
Ricordo l'arrivo a Adelaide, tra controlli severissimi alla dogana e la gentilezza degli addetti, e poi l'accoglienza di "Ciacci" (per la cronaca ex padrone di "Spaghetti Notte" a Faenza) e Mario (l'uomo che alla domanda - Dove possiamo andare stasera? - ha risposto prosaicamente - A puttaneee! -).
Ricordo la prima impressione della città. La luce del sole così forte e chiara, diversa dalla nostra, i giardini perfetti e le strade pulite. E poi il college in stile inglese, il parco attorno allo stadio del crichet e i pappagalli sugli alberi, il vento fastidioso (malattia mentale di tutti gli sba!) e i campi da golf senza recinzione.
Ricordo il cibo tremendo della mensa, e quello buonissimo del ristorante Universal di Vito Romani in Rundle Street (gnocchi alla napoletana!), il vino australiano e le zeppole modenesi del Carnevale italiano.
Ricordo la musica dance locale sconosciuta, e "Walter il mago" del Liga trasmessa a volume assordante dal palco del carnevale, assieme agli 883, la Pausini e Pino Daniele (che allegria).
Ricordo la conferenza stampa in Comune, tra il suonatore di fisarmonica all'italiana, i carabinieri finti e il ballo simpaticissimo dei bambini delle scuole, in costume da carnevale (A-A-A- Carnevale... A-A-A- Arlecchino... bastaaah!), il primo spettacolo di fronte al museo d'arte contemporanea e le faccie sbalordite dei passanti, il nostro apripista che finisce a culo in terra, in mezzo al pubblico, nello spettacolo di apertura al Carnevale.
Ricordo di aver pensato - adesso ci rimandano dritti in Italia... -. Quanto ridere, però.
Ricordo la prima volta che ho toccato un canguro... ricordo mannaggia che ho detto - ma quanto cacchio cagano questi canguri! - ...era tutto un campo minato. Ricordo l'impressione che mi hanno fatto i koala, grandi come bambini di 5 anni (a parte Franz), e il topo canguro che mi annusa la telecamera.
Ricordo le lunghe ore di pullman, e nella veglia i frammenti di paesaggi bellissimi, il mare limpidissimo e l'idea degli squali là in mezzo al mar che si mangiano i surfisti.
Ricordo, e non me ne voglia il mio amor, le ragazze bellissime ogni dove. Si vede che mettere insieme tutte ste razze, insieme all'aria buona, aiuta.
Ricordo un po' di bandiere, e molta Adelaide.
Ricordo di aver già detto molte volte, dopo essere tornato, - l'Australia è un paese dove tornare... -

E aggiungo, l'Australia è un
bellissimo posto che consiglio a tutti voi!